Ballottaggio

13 06 2009

fonte: la nazione

Grosseto, – Non moltissimi non pochi. Alessandro Antichi deve recuperare sei punti nel ballottaggio che tra quindici giorni deciderà il nuovo inquilino di palazzo Aldobrandeschi. Più d’uno nel centrosinistra riteneva possibile la vittoria di Leonardo Marras al primo turno. Lo confessa, per esempio Giancarlo Bastianini, vicepresidente dell’Amministrazione provinciale, schierato con il candidato del Pd. “Ora - dice - la situazione di fa più complicata”.

Teoricamente Leonardo Marras, che al primo turno ha ottenuto il 47,7 per cento, potrebbe essere appagato dal solo apporto dei voti di Rifondazione comunista che ha una dote più che sufficiente (3,9 per cento dei voti).
Il discorso però è solo teorico perché a guidare lo schieramento dei comunisti è un personaggio come Roberto Barocci, malvisto dall’ala cattolica del Pd e appena appena sopportato dagli ex diessini che proprio con Barocci si sono scontrati soprattutto sui temi ambientali. L’uomo, un militante tutto d’un pezzo, ha ferree convinzioni per esempio sulla politica dei rifiuti ed non è disposto a barattare idee con poltroncine.

 

Più facile che l’animo antiberlusconiano della sinistra compatti il fronte, indipendentemente dalle scelte dei vertici, ed alla fine Marras nel segreto dell’urna si ritrovi consensi imprevedibili sulla carta. Il 2,2 per cento conquistato dai Comunisti italiani di Rizzo è appetibile da Marras e forse più facilmente conquistabile ma potrebbe non essere sufficiente allo scopo. Un errore veltroniano per il Pd sarebbe quello di considerare sufficiente la quota del 47,7 raggiunta autonomamente al primo turno.

 

C’è una massa consistente di schede bianche e nulle (oltre ottomila) che vale quando destra e Rifondazione messe insieme, c’è un grosso numero di elettori che, contrariamente al solito, hanno disertato le urne.
L’andazzo si ripeterà al secondo turno? Ancora tanti voti bianchi e tanti nulli? Ancora tanta gente al mare?
Antichi può guardare all’orticello della Destra di Adriano Renis che ha raggiunto il 2,7 per cento. Un gruzzoletto di consensi che non servirebbe al candidato del centrodestra neanche per colmare il gup che attualmente lo divise dall’avversario.

 

Ed allora? Partita chiusa?
Chi è abituato a vivere la politica nelle stanze dei partiti fa notare che Marras si è giovato della presenza di liste di centro ed anche dell’apporto di cattolici Pd che tra quindici giorni, messi alle strette, potrebbero cambiare idea. Soprattutto quando di tratta di esprimere il proprio voto su un nome e non più su liste che vagamente richiamano e ricordano un passato andato.

 

Il travaso di consensi da un candidato all’altro è la cosa meno prevedibile e predeterminabile che esista ma è anche quella che sul piano numerico più incide: la flessione di uno corrisponde direttamente all’avanzamento dell’altro. Ne abbiamo viste tante nelle campagne elettorali e nelle votazioni: non ci meraviglierebbe più di tanto se dovessimo assistere anche ai travasi maremmani.





La Corea del Nord minaccia..

13 06 2009

fonte ansa.it

SEUL, 13 GIU – La Corea del Nord comincera’ un programma per arricchire l’uranio e usera’ a scopi militari tutto il plutonio che estrarra’. Lo afferma l’agenzia nordcoreana Kcna, aggiungendo che Pyingyang intraprendera’ azioni militari se gli Usa e i loro alleati cercheranno di isolarla.





Gheddafi se ne va’

13 06 2009

fonte ansa.it

ROMA, 13 GIU – L’Italia e’ un ‘Paese amico’. Con queste parole, nel cuore della notte, Muammar Gheddafi ha accolto Berlusconi nella alla sua tenda. Il premier ha voluto cosi’ salutare l’ospite chiudendo la parte ufficiale della visita del colonnello a Roma. Nel corso del colloquio, il leader libico ha ringraziato il Cavaliere per l’ospitalita’ e ha parlato della mancata patecipazione al convegno poi annullato da Fini. Ritardo dovuto, secondo l’ambasciata libica, alla preghiera del venerdi’.





Addio libertà!

12 06 2009

Voglio riportare l’intervento di Massimo Donadi (ITALIA DEI VALORI) AL disegno di legge sulle intercettazioni.(fonte italiadeivalori.it)

 

Signor Presidente, oggi una maggioranza irresponsabile e cinica sta per approvare una legge vergognosa, una legge che getta due macigni contro due pilastri del nostro Stato democratico.Il primo è il macigno contro la libertà di stampa, quel poco, quei brandelli di libertà di stampa che ancora nel nostro Paese esistevano. Con l’approvazione del provvedimento in esame i reati che riguardano la politica, la finanza, l’industria, i reati insomma dei ricchi, dei forti, dei prepotenti e degli arroganti non potranno più nemmeno essere conosciuti dagli italiani. Non sarà più possibile per i giornali, neppure se fosse arrestato un parlamentare, un sindaco o un amministratore, nemmeno parlarne, nemmeno raccontare quali sono le ragioni e i fatti che hanno portato a tale arresto cautelare. Questo è il bavaglio finale su una stampa che già oggi era la meno libera d’Europa.

Il secondo macigno terribile che voi lanciate contro un altro pilastro della democrazia nel nostro Paese è quello con il quale cancellate le intercettazioni telefoniche. È inutile fare tanti giri di parole: voi le cancellate, perché quando si prevede che la condizione per fare intercettazioni telefoniche nel nostro Paese sia quella di aver già scoperto chi è il colpevole e di usare le intercettazioni per averne conferma, di fatto le si sono abolite.

Voi, abolendo le intercettazioni, abolite un pezzo, forse il più importante oggi, tra gli strumenti di indagine di cui la nostra magistratura dispone per contrastare il crimine in Italia, per arrestare i delinquenti, per fermare i malfattori. Voi disarmate lo Stato con questa legge infame!

Con questa legge d’ora in avanti creerete degli impedimenti con riferimento ad una molteplicità di reati. Soltanto per ricordarne alcuni che hanno particolarmente scosso la coscienza degli italiani in questi ultimi anni: da quelli orrendi della clinica Santa Rita, la clinica degli errori, ai tanti stupri commessi e scoperti solo grazie alle intercettazioni, per passare ai tanti atti di violenza, a quella tratta di uomini scoperta grazie alle intercettazioni e della quale ieri, non anno fa, il Ministro Maroni portava pubblico vanto, proprio per aver scoperto, grazie alle intercettazioni telefoniche, una rete che tra l’Italia e l’estero faceva tratta di schiavi, di uomini.

Tutto questo voi lo distruggete. Ciò che fate è qualcosa di più di una brutta legge, è togliere, pezzo dopo pezzo, la libertà agli italiani in ogni sua forma: la libertà personale, perché non vi è libertà in un Paese in cui voi cancellate la sicurezza personale; la libertà di informazione, perché non vi sarà più una stampa intesa come stampa libera capace di informare; la libertà fatta di conoscenza e consapevolezza, perché voi volete che gli italiani non sappiano che intorno a loro vi è solo il silenzio, un silenzio che, sempre più, sembra omertà.

Pertanto, questa – lo ribadisco – non è una brutta legge: è un vero e proprio atto eversivo. State compiendo un atto eversivo della Costituzione italiana. Voi siete un Governo che dovrebbe rispondere – semmai vi fosse un tribunale deputato a questo – della violazione, nella forma più profonda, dei valori e dei principi della nostra Costituzione.

Anche se questo disegno di legge è pronto da quattro mesi, non avete avuto il coraggio di portarlo in Aula prima delle elezioni, perché vi vergognate di ciò che state facendo. Sapete che nessun italiano vi avrebbe capito né giustificato. Con questa legge, infatti, amputate, in modo forse mortale, quella parte dell’organizzazione dello Stato che è deputata al contrasto della criminalità, a individuare i colpevoli, ad assicurarli alla giustizia, ad impedire che nuovi reati vengano commessi. Stabilite per legge l’impunità ai peggiori criminali e delinquenti in questo Paese e togliete garanzie di sicurezza ai cittadini. Questo state facendo.

Voi oggi tradite il Paese, tradite l’Italia, tradite gli italiani. State abbandonando gli italiani al loro destino, soli e non più difesi contro il crimine. Da oggi, gli italiani dovranno avere paura, non sono più sicuri in nessun luogo. Dovranno avere paura nelle loro case, dovranno avere paura nelle strade, dovranno avere paura nei luoghi in cui lavorano, perché lo Stato li ha abbandonati e la criminalità organizzata sa che, da oggi, può affondare il colpo con garanzia di impunità. Ladri, stupratori, assassini, mafiosi, camorristi sanno che, da oggi, voi – voi di questa maggioranza, voi di questo Governo – avete disarmato lo Stato. Questo avete fatto.

In questo momento, è addirittura impossibile prevedere la vastità e l’enormità della devastazione che avete arrecato all’ordinamento dello Stato. È impossibile anche solo prevedere ed immaginare: si sa solo che saranno tanti, tantissimi, saranno migliaia, i reati che non sarà più possibile scoprire né identificare e i criminali che la faranno franca e che potranno, imperterriti, continuare ad imperversare con le loro azioni delittuose a danno degli italiani.

Ministro Alfano, mi rivolgo a lei con grande forza e con grande chiarezza: ogni morte che resterà impunita in questo Paese per colpa di questa legge, lei la porterà sulla coscienza.

Ogni ladro che resterà impunito in questo Paese per colpa della sua legge, lei lo porterà per sempre sulla sua coscienza! Ogni stupro di cui sarà vittima una donna italiana e che resterà impunito per colpa della sua legge, lei lo porterà per sempre sulla sua coscienza. E insieme a lei lo porterà anche la Lega, che, per mesi, ha ingannato gli italiani, raccontandogli frottole sulle ronde e quant’altro e che, poi, per un piatto di lenticchie – cioè, la promessa di Berlusconi di affossare il referendum – ha venduto la sicurezza degli italiani. Come avete potuto scambiare per questo l’interesse, la sicurezza, la vita di tanti milioni di italiani?

Ma insieme a voi risponderà anche il Presidente del Consiglio. Risponderà non certo la sua coscienza, questo non lo chiediamo e non ce lo aspettiamo, ma risponderà la storia. Egli, finalmente, ha vinto la sua battaglia contro la giustizia ed ormai è impune a tutto, a ogni processo, a ogni indagine, anche alle possibili intercettazioni e, soprattutto, è sopra la legge, è sopra la morale, è sopra l’etica di questo Paese, ma lo fa a costo di aver distrutto la giustizia e di governare in un Paese coperto di macerie. Di questo risponderà e risponderete tutti voi davanti alla storia.

Non serve a niente quel velo di menzogne e di bugie che state stendendo, da anni, sopra il Paese, un velo fatto di controllo dell’informazione, di controllo delle televisioni, di bugie e di menzogne sistematiche. La verità prevarrà: questo velo verrà squarciato e la verità vi travolgerà.

La verità travolgerà questo Presidente del Consiglio che, alla fine, entrerà sì nei libri di storia, ma con poche righe, tutte scritte con il colore rosso, il colore rosso della vergogna.





Viabilità Grosseto….via Brigate Partigiane

10 06 2009

grosset1Con tutti i soldi che vengono stanziati in questi giorni dal comune per lavori di ripristino o di ristrutturazione delle strade, marcapiedi ecc…, sarebbe anche il caso di stanziarne alcuni per rendere a doppio senso di circolazione la strada di via Brigate Partigiane, in modo da poter diminuire il carico di traffico su via dei Mille, ormai al collasso. In fondo in via Brigate Partigiane la strada è larga abbastanza per circolare in doppio senso. inoltre la spesa dovrebbe essere bassa, qualche secchio di vernice bianca per le strisce quanto può costare mai?

 





Antonio Di Pietro IDV “su di lui solo calugne”

10 06 2009

La lettera:

“Gestione dei finanziamenti

Caro direttore, eccomi.
Ieri Lei dalla pagina di Libero mi ha chiesto due spiegazioni e mi ha dato un consiglio. Cominciamo dal consiglio che era il seguente: “Le sollecito a darci prova della sua trasparenza e affidare i milioni del finanziamento ad un collegio di ragionieri eletti nel suo partito”. Mi pare proprio un buon consiglio, la ringrazio e mi attivo immediatamente. Ho oggi stesso disposto la modifica dello Statuto che ora prevede che tutte le finanze del partito e tutti i contributi elettorali (sia futuri che pregressi beninteso), siano gestiti non più dai soci originari che hanno dato vita al partito ma dall’intero Ufficio di Presidenza dell’Italia dei Valori che è composto da 7 persone, individuato non nominatamente ma – pro tempore – per il loro ruolo, la loro funzione e la loro elezione: il Presidente del partito, il Capogruppo della Camera, il Capogruppo al Senato, il Portavoce nazionale del partito, il Tesoriere, un rappresentante degli eletti nelle Regioni (da loro nominato) ed un esperto contabile nominato dall’Ufficio di Presidenza stessa (su proposta dell’Esecutivo nazionale di Idv che è il massimo organo assembleare del partito). Provi a visionare gli Statuti degli altri partiti e vedrà che tutti hanno adottato – specie all’inizio della propria attività – misure di cautela per evitare l’assalto alla diligenza (come peraltro “Libero” ne ha dato atto proprio ieri, informandoci delle beghe interne fra Margherita e Ds per la suddivisione dei rispettivi fondi e beni). Ho già preso appuntamento per domani da un notaio di Bergamo (che conosce pure Lei) per la relativa statura notarile. Appena sottoscritto Le invierò in anteprima copia del nuovo Statuto di Idv: se ha qualche ulteriore consiglio da darci le sarei davvero grato e provvederà di conseguenza.
E veniamo, caro direttore, alle domande che mi ha posto e che possono essere cosi riassunte: come sono stati gestiti i contributi ricevuti finora da Italia dei Valori e come “è la storia dei 10 appartamenti” che avrei acquistato. Rispondo subito, inviandole a parte la relativa documentazione per le verifiche che riterrà opportune effettuare.

Rimborsi elettorali

Idv non riceve finanziamenti da imprenditori o sponsor che sia (da noi non troverà i Romeo di turno). Riceveremo invece – come tutti gli altri partiti che hanno rappresentanza parlamentare – i finanziamenti pubblici previsti dalla legge. Sono tanti. Per noi e per gli altri (ed infatti nella scorsa finanziaria abbiamo chiesto inutilmente al Parlamento di dirottarli a favore degli ammortizzatori sociali). Essi vengono introitati da Idv tutti ed esclusivamente sui 2 conti correnti della tesoreria dell’Italia dei Valori e da questa utilizzati solo ed esclusivamente per esigenze del partito e della sua azione politica (come, da ultimo è avvenuto per la raccolta delle firme per promuovere il referendum contro il Lodo Alfano). Inoltre riceviamo le quote di partecipazione dai nostri iscritti, dai nostri parlamentari e dai nostri eletti e amministratori. Infine riceviamo gli interessi attivi del denaro che rimane parcheggiato in banca fino al suo utilizzo. Più in concreto finora abbiamo incassato – dal giorno in cui ci siamo presentati alle elezioni la prima volta nel 2001 e fino a tutto il 2007 – contributi pubblici per 19’908’596 euro, a cui si devono aggiungere ulteriori 761’909,00 euro a titolo di interessi attivi e per contributi degli aderenti ed eletti del partito. Di converso, abbiamo speso a tutto il 2007 euro 16’233’853. Il nostro partito, quindi, non solo non ha debiti ma è in attivo di euro 4’436’652, somma che trovasi depositata presso le due banche predette, sempre, solo ed esclusivamente sui conti di Idv, come può rilevarsi dai relativi estratti conto. Per l’anno 2008 appena trascorso, la stesura del bilancio è in corso (per noi come per qualsiasi altro partito o ente o azienda) e verrà pure reso pubblico nelle forme e nei tempi previsti dalla legge. Come noto, infatti, tutti i bilanci dei partiti devono essere regolarmente pubblicati in giornali a tiratura nazionale. Quelli di Idv, peraltro, sono sempre stati (e lo sono ancora) visionabili alla voce “Bilanci e Finanze” sul sito del partito Italiadeivalori.it. Comunque – e ad ogni buon conto – glie ne invio copia (specificandole fin d’ora che quest’anno chiederò di pubblicare proprio su Libero il bilancio 2008, come previsto per legge, se Lei me lo permetterà). Specifico che i bilanci annuali dell’Italia dei Valori sono sempre stati tutti regolarmente approvati dall’Organo di controllo del Parlamento, come rilevasi esemplificativamente dalle attestazioni del Presidente della Camera dei Deputati per gli anni 2001-2002-2003-2004-2005-2006-2007 che le invio a parte. Specifico anche che la Corte dei Conti – a cui spetta per legge approvare i Conti consuntivi delle spese elettorali dei partiti – nel referto trasmesso al Presidente della Camera sui consuntivi presentati dalle formazioni politiche ha finora sempre approvato i rendiconti presentati dall’Italia dei Valori.

Tutti gli immobili

E veniamo alla “storia dei 10 appartamenti” (che poi non sono dieci, perché se ne vendi uno per comprarne un altro con i soldi del primo, non ne hai due ma sempre uno). È vero che qualcuno negli anni passati ha alluso ad un utilizzo indebito da parte mia dei rimborsi elettorali, ma – come potrà prendere atto leggendo il decreto dei Gip di Roma n.4620/07 del 14.03.2008 che le invio integralmente – non solo è stata disposta nei miei confronti – su conforme richiesta del pm – l’archiviazione perché il fatto non sussiste ma addirittura sono stati rimessi gli atti alla Procura per la valutatone circa il reato di calunnia nei confronti del denunciante.
Ma, potrebbe obiettare lei e giustamente: d’accordo, la gestione della tesoreria di Italia dei Valori sarà pure corretta ma i soldi per gli appartamenti dove li hai presi? Ecco, allora, l’elenco delle mie proprietà, il loro valore di acquisto e la provenienza dei relativi fondi. A Montenero di Bisaccia sono proprietario di una azienda agricola (lasciatami in eredità da mio padre e mia madre) con circa 15 ettari di terreno e casa colonica annessa (che ho ben ri­strutturato a mie spese, con i fondi (e le pietre) provenienti proprio dall’azienda: produco in proprio, infatti dalla morte di mio padre (1987) soprattutto, olio e grano (quest’anno oltre 400 quintali). A Curno, in provincia di Bergamo ho una villetta a schiera in via Lungobrembo 62, acquistata alla fine degli anni ’80 e quindi per definizione con soldi non del partito (che, come noto è stato fondato ne! 2000 ed a cui i primi contributi sono cominciati ad affluire nell’autunno del 2001). Sempre a Curno, in via Lungobrembo 64 (contigua alla precedente) vi è una vecchia casa con giardino, di proprietà di mia moglie che l’ha comprata nel 1985 per 38 milioni di vecchie lire e che e stata dalla stessa (e con il mio contributo, anche manuale) ristrutturata nel 1986 (e quindi in epoca anch’essa non sospetta). È il luogo dove siamo andati a vivere dopo sposati. A Bruxelless sono comproprietario di un piccolo appartamento in via Scarabee 3, acquistato nel 1999 per 204 milioni di vecchie lire (di cui la metà con prestito bancario della Bbl di Bruxelless, sede del Parlamento europeo) quand’ero parlamentare europeo (ed a tal fine). Anche questo immobile è stato acquistato in epoca precedente alla costituzione di Idv. A Bergamo sono proprietario di un appartamento in via Locateli, da me acquistato, a seguito di gara pubblica, ad un’asta indetta dalla Scip per conto dell’Inail in data 10 novembre 2004 (rogito 16.03.2006) per euro 261’661,00 oltre spese e tasse. Non sono invece proprietario di alcun altro immobile in tale città, come invece pure era stato scritto. Vi sono invero lo studio e la casa di mia moglie (che, come Lei sa, fa l’avvocato da una vita e fa pane di una famiglia benestante di avvocati e prima di notai che Lei, gentile direttore, essendo di Bergamo, credo conosca molto bene).

La società Antocri

A Milano ho comprato nel 2004 (tramite la società Antocri) un appartamento in via F. Casati 1/a, per euro 614’500,00, di cui 300’000,00 con mutuo Bnl ed il resto con parte dei fondi provenienti dalla vendita di due appartamenti di mia proprietà che avevo a Busto Arsizio (acquistati nel 1999 – e quindi sempre in epoca antecedente alla costituzione di Idv – per lire 845’166’000 e rivenduti nel 2004 per 655’533,46 euro). Gli atti notarili sono a sua disposizione. Quanto alla provenienza dei fondi per acquistare gli appartamenti di Busto Arsizio, non me ne voglia ma lei dovrebbe ricordarla bene essendo stata una delle persone che vi hanno in qualche modo contribuito (ricorda i 400 milioni di lire che l’editore de “II Giornale” (ove egli faceva all’epoca il direttore responsabile) mi versò, a titolo di risarcimento danni con assegno circolare? All’epoca peraltro furono in molti a versarmi denaro per risarcirmi dei danni provenienti da articoli di giornali ritenuti diffamatori dai giudici o comunque, in via di transazione bonaria). L’altra parte dei soldi provenienti dalla predetta compravendita li ho usati per acquistare (tramite la società Antocri) a Roma nel 2005 un appartamento in via Principe Eugenio per euro 1’045’000,00 (il resto della provvista è stato reperito da un mutuo bancario Bnl di 400’000,00 euro e dai miei risparmi di cui in appresso). Tale immobile è stato rivenduto nel 2007 a 1’115’000,00 e con la relativa provvista, una volta estinto il mutuo, ho comprato l’anno scorso una casa ai miei due figli più piccoli a Milano, in zona Bovisa, per studiare. Ho anche aiutato mio figlio maggiore, con donazioni in denaro (per un totale di circa 80 mila euro) in parte quando si è sposato ed in parte quando sono nati i suoi tre figli trigemini. Soldi che egli, coscienziosamente ha utilizzato per pagare l’ anticipo di una casa a Curno quando abitava li e che poi ha rivenduto ricomprandosi, a minor prezzo, casa a Montenero, quando si è trasferito al paese natio. Sempre a Roma, sono attualmente proprietario dell’appartamento di via Merulana, ove abito quando mi reco li per ragioni legate al mio lavoro parlamentare. L’ho comprata, nel 2001 – e quindi ancora una volta prima dei rimborsi elettorali confluiti in questi ultimi anni al partito – per 800 milioni di vecchie lire ( di cui, come al solito, parte in mutuo) Queste sono,- o sono stata- le mie proprietà. Mi si dirà. D’accordo hai fatto delle compravendite ed hai stipulato dei mutui, ma per il resto dove hai preso i soldi? Ebbene, i miei redditi pubblici e che possono essere consultati presso il sito della camera dei Deputati e del senato ammontano dal 1996 ad oggi ad oltre 1’000’000,00 di euro ( al netto tasse), come da tabella riepilogativa che le invio a parte. A tutto ciò devono aggiungersi ulteriori rinvenienze attive, tra cui una donazione mobiliare per circa 300 milioni di vecchie lire ricevuta nel 1996 dalla contessa Borletti ( i fatti sono notori in quanto hanno riguardato come beneficiari anche altri personaggi pubblici) e come detto plurimi risarcimenti danni ricevuti ( da me e dai miei familiari) per circa 700’000,00 euro negli anni in relazione alle varie diffamazioni subite nel tempo nonché i frutti dell’agenzia agricola e dei relativi cespiti immobiliari lasciatimi in eredità dai miei genitori dopo la loro morte.

Conclusioni: la formichina

Tutto qui. Alcuni giocano, altri speculano, altri evadono le tasse e altri ancora girano il mondo o se la godono e si divertono. Io ho preferito e preferisco fare la formichina come mi hanno insegnato i miei genitori, risparmiando ed investendo i guadagni in immobili( almeno questi non ti mandano sul lastrico, come è successo per le azioni e le speculazioni in borsa!). Mi scuso per la prolissità e se necessario sono ancora e sempre pronto a fornire tutte le risposte che riterrà necessarie. Con Lei, caro direttore lo faccio volentieri per tre ragioni: primo perché sono certo della sua buona fede e del suo sacrosanto diritto di pormi le domande che mi ha posto; secondo perché sono convinto che ogni personaggio pubblico deve rispondere nel merito alla pubblica opinione (ed agli organi di informazione indipendenti come “Libero”); terzo, perché è cominciato il nuovo anno e voglio avvicinarmi alla terza età nel migliore dei modi. Buon anno a lei ed ai suoi lettori.”





Follie Elettorali

9 06 2009

fonte: ilgiornale.it

Milano - Le elezioni sono un rito collettivo che può riservare qualunque sorpresa. Se il mondo è bello perché è vario, l’elettorato ne è uno specchio fedele. E anche questa tornata ha riservato molte sorprese. Niente a che vedere con l’epilogo tragico di “Bianco, rosso e Verdone”.

Voto romantico: seggi a lume di candela  Anche il voto può essere romantico. Ne sanno qualcosa in Sicilia. Operazioni di voto a lume di candela in due sezioni di Caltanissetta. Nelle sezioni 10 e 11 del Villaggio Santa Barbara, alla periferia del capoluogo nisseno, è andata via la luce, e le operazioni di voto proseguono lentamente e vengono effettuate con l’utilizzo di una candela per seggio.

Fotografa la scheda e finisce in questura La tentazione di portarsi a casa un souvenir elettorale è troppo forte. Peccato che sia un reato. Scatta la foto del suo voto sulla scheda elettorale e viene denunciato. È accaduto a Tarsia in provincia di Cosenza, dove oltre che per le Europee si vota anche per le proinciali e per il rinnovo del consiglio comunale. L’uomo, un pensionato 60enne è stato denunciato dai carabinieri. È stato il presidente del seggio ad accorgersi, intorno alle 22 di ieri, del tipico rumore della fotocamera del cellulare e ad avvisare i carabinieri che presidiavano il seggio.

Campagna elettorale? No pubblicitaria
Volantini di pizze a domicilio e pubblicità per tatuaggi e spettacoli. Questo quanto hanno potuto vedere alcuni elettori nel seggio 342 della scuola Toscanini nel IV municipio. Durante la giornata, infatti, sono stati esposti alcuni messaggi pubblicitari sul bancone dove andavano a prendere le schede elettorali. Prima, segnalano gli elettori, volantini per un servizio di pizza a domicilio poi alcuni cartelli con le scritte “Tatuaggi con sconto per gli elettori del seggio 342″ e poi “Sai cantare, ballare e recitare? Esibisciti e ti daremo in premio una seconda scheda per votare”.

Palermo: topi nel seggio Panico scoppiato tra gli scrutatori di un seggio a Palermo, che si sono trovati a fare i conti con tre topi. Gli animali sono stati scoperti nel seggio 235, presso i locali della scuola elementare di via Scipione Di Castro e sono stati uccisi da un poliziotto armato di scopa. Al momento della “esecuzione” degli intrusi, nel seggio non erano presenti elettori.

Lecce: il presidente si dimentica le schede
Ha pagato forse lo scotto dell’inesperienza un giovane presidente di seggio della sezione 3 di Maglie (Lecce), che per quasi tre ore ha consegnato solo le schede per l’elezione del Consiglio provinciale agli elettori che non avevano compiuto i 21 anni. Accortosi dell’errore, perchè per le elezione europee non vi sono limiti di età, ha chiamato l’ufficio elettorale del Comune e ha chiesto aiuto. Pare che gli elettori saranno rintracciati e invitati a tornare alle urne per dare la preferenza per Straburgo.

Cosenza: candidato regala scivolo per disabili
Un candidato alle elezioni provinciali di Cosenza ha invece regalato una pedana per l’accesso dei disabili alla scuola dove è stato allestito il seggio elettorale dove c’erano barriere architettoniche. È avvenuto a Sartano, popolosa frazione del Comune di Torano, dove si vota anche per il rinnovo del consiglio comunale.





In Memoria di Giovanni Falcone

9 06 2009
 

 fonte : andreasferrella.wordpress.com

 

Giovanni Falcone per non dimenticare

Giovanni Falcone per non dimenticare

 

 

23 maggio 1992, autostrada A29 Palermo-Trapani svincolo di Capaci. Cinque quintali di tritolo esplodono per ordine di Toto’ Riina, per mano di Giovanni Brusca. Si spegne per sempre, senza possibilità di appello, la vita di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e della scorta.

Giovanni Falcone ha sacrificato la sua vita per lo stato, era un’anomalia palermitana, era uno spietato persecutore del crimine organizzato, sentiva il bisogno di lottare contro la mafia, sentiva la necessità impellente di sacrificarsi alla causa. Aveva un senso del dovere smisurato, credeva nella possibilità di liberare quella sua disgraziata terra dal cancro della mafia, credeva nella possibilità di costruire una società giusta, una società in cui lo stato sarebbe stato in grado di proteggere i propri cittadini e la credibilità delle proprie istituzioni.

Diceva: “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”.

Era un uomo d’onore, riusciva ad attirare a sé le persone, le calamitava. Giovanni Falcone ha avuto il coraggio di portare avanti una lotta pericolosa, sapendo perfettamente che la sua esistenza sarebbe rimasta segnata per sempre. Giovanni Falcone è morto ammazzato dalla mafia, abbandonato dallo stato, ossia da chi avrebbe dovuto proteggerlo. Dal maxiprocesso in poi Giovanni Falcone è stato lasciato sempre più solo a combattere un nemico troppo grande anche per la sua straordinaria lungimiranza e decisione. E’ stato lasciato solo perché credeva nella possibilità reale di sconfiggere la mafia, credeva nella possibilità di estirpare il marcio, credeva soprattutto nella necessità di provocare l’allontanamento dello stato dall’antistato. Credeva nel dovere, nel risultato, nell’abnegazione, nel sacrificio. Giovanni Falcone ha passato notti senza dormire per lo stato, ha vissuto nell’isolamento per lo stato, pagandosi le spese per il vitto. Giovanni Falcone ha sopportato le infamità di quanti vedevano nella sua figura un pericolo reale, una forza catalizzatrice capace di sconfiggere la corruzione dello stato, Giovanni Falcone è morto per lo stato italiano, è morto perché noi potessimo vivere in una società libera dalle metastasi della criminalità organizzata, è morto per garantire che la giustizia facesse il suo corso.

Diceva: “la mafia non è affatto un fenomeno invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”. Viviamo come se Lei fosse ancora qui, costretti a combattere contro un fenomeno che ci fa sentire inermi, sconfitti ogni giorno di più. Sono passati sedici anni da quel maledetto giorno del maggio 1992 giorno della strage di Capaci, la mafia esiste ancora ed esisterà ancora a lungo. Esistono ancora i corrotti, i collusi, gli uomini di stato senza coscienza che inneggiano all’eroismo di un mafioso senza neanche avere l’accortezza di sputarsi in faccia al mattino.

 

Esiste ancora chi ricorda Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, chi cerca ogni giorno di raccontare la Sua storia, di diffondere il Suo messaggio. Esiste ancora chi vuole provare a lottare senza risparmiarsi per provare a cambiare lo stato di cose attuali, esiste ancora chi crede nel senso del dovere, nella possibilità di poter affermare, un giorno, che il Suo sacrificio non è stato vano.

Il 23 maggio del 1992 è morto un uomo di stato, un eroe, circondato da chi fino all’ultimo è rimasto al suo fianco per proteggerlo. Un uomo d’onore tra uomini d’onore. Il Suo ricordo vive nella nostra lotta, nella nostra voglia di credere che tutto questo un giorno finirà tra le pagine di storia, pagine su cui noi incideremo il Suo nome. Onore a Lei Giovanni, non la dimenticheremo.





Niente da fare per Alessandra Sensini

9 06 2009

Non bastano le circa 45.000 prefernze per farla approdare al Parlamento Europeo, ma rimane sempre un gran risultato. Grazie Ale.

SENSINI





Risultati Elezioni Provinciali Grosseto

9 06 2009
RISULTATI ELEZIONI PROVINCIALI 2009

RISULTATI ELEZIONI PROVINCIALI 2009








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